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LA
CLOWNTERAPIA DEI VOLONTARI
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“ Con
le scarpe grosse… ma in punta di piedi ” (Margherito)
Siamo dei Claun..
Si’, proprio claun, che non è ìnglisc, come il fail, la meil,
la ciàt..
Il claun è invece un volontario che decide di dedicare il suo tempo libero… ad
essere un pagliaccio..
Non una scelta di professione, come quella appunto dei clown (alcuni, tra l’altro,
volontari straordinari) ma… un grande desiderio di donare sorrisi.La clownterapia |
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“ Che
risate … mi scompiscio…” (Totò)
C’è la sana, grassa e divertita risata… ma anche il sorriso
dolce, appena abbozzato, che illumina un viso.. il fragore improvviso che scatena
l’ilarità e gli occhi di un bimbo che ridono con te…
Che il riso abbia effetti positivi e terapeutici è oramai ampiamente risaputo
e dimostrato… c’è chi parla di un tonico esercizio muscolare,
chi di fenomeno distensivo e purificativo delle vie respiratorie superiori. Ridere
può far cessare una crisi d’asma, può rilassare le fibre
dei bronchi, agevola la respirazione e gli scambi polmonari, abbassa persino
il tasso di grasso nel sangue (veramente, per me, credo che innalzi il tasso
di sangue nel grasso)… Tutto il corpo che ride si distende. Da quando si
inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa
cala e i muscoli si rilassano.. Addirittura dicono che ridere combatta la stitichezza
(proprio come la dolce euchessina) e provochi una tale ginnastica addominale
che massaggia in profondità l’apparato digestivo.. E inoltre distrae
dal dolore, fa passare l’insonnia e aumenta l’ottimismo…
Non so se i primi clown professionisti, proprio italiani, sapessero già di
essere più efficaci di una potente medicina, quando sin dai primi del
900 iniziarono a visitare i pazienti degli ospedali.. No, non lo so se pensassero
ai problemi di stitichezza o a quelli della tosse.. molto più probabilmente
avevano invece in mente i bimbi che soffrivano e pensavano a come, con dolcezza
e simpatia, si potesse donare loro attimi di gioia e serenità. Iniziarono
allora a frequentare le pediatrie delle prime strutture sanitarie, magari prima
o dopo i loro spettacoli circensi itineranti, recandosi dai piccoli pazienti “con
le scarpe grosse ma in punta di piedi” (come ricorda il celebre clown Margherito,
uno dei più amati clown italiani e da 30 anni a questa parte, uno dei
più grandi professionisti-volontari della clownterapia).
Oggi ampiamente nota grazie al medico Patch Adams (che il recente successo cinematografico
di Robin Williams ha definitivamente consacrato al grande pubblico), la clownterapia
non è più una novità: efficace per migliorare lo stato psicologico
dei pazienti, li aiuta ad affrontare con spirito positivo le terapie mediche
e la degenza, contribuendo anche a distendere notevolmente il rapporto con il
personale medico.
Così, in breve tempo, dagli Stati Uniti alla Francia e passando persino
dalla Svizzera, le associazioni e i movimenti di clownterapia si sono moltiplicati
e diffusi su tutto il territorio.. Organizzati in gruppi, preparati da corsi
di formazione a diversi livelli e stimolati da continui stage di aggiornamento,
i clown di corsia oggi li potete trovare in molti ospedali italiani, con la loro
allegria e la loro buffa e divertente comicità. |
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La
clownterapia dei volontari: perché i claun
Molti pensano che fare beneficenza e
poter donare sia un privilegio di pochi. Ci sono invece mille
modi per rendersi utili.. c’è chi elargisce
effettivamente denaro, sovvenzionando tanti progetti stupendi.. ma c’è anche
chi dona la sua professione e il suo mestiere, come ad esempio i medici che si
recano nelle missioni umanitarie.. c’è poi chi dona la sua innata
capacità di far ridere, mettendola a disposizione degli altri, come il
claun.
Tra le tante associazioni che praticano la clownterapia, ce ne sono infatti alcune
composte esclusivamente da volontari non professionisti che decidono di essere
pagliacci semplicemente per la gioia di scoprire che ognuno di noi “può donare
qualcosa, sia pure un sorriso” e non per fare della clownterapia una vera
e propria professione (iniziativa per altro lodevolissima e degna di tutto rispetto,
nell’ambito della quale molti professionisti comunque fanno nel loro tempo
libero anche i volontari).
Il claun si caratterizza e si distingue perciò per unire alla clownterapia
lo spirito della volontarietà (non ha sponsor, si autofinanzia e trascorre
il suo tempo libero tra gli ammalati senza chiedere all’ospedale alcun
contributo), divenendo così il testimone quotidiano dei positivi influssi
della terapia del sorriso: e donare un sorriso diventa lo scopo di questi ragazzi
che puntualmente ogni settimana indossano la loro divisa, un camice rigorosamente
variopinto e l’immancabile naso rosso, per trasformarsi in veri e propri “volontari
della gioia” in corsia.
I claun in ogni loro “servizio” utilizzano armi e strumenti insoliti
ma molto apprezzati non solo dai bambini ma anche dai più grandi: centinaia
di sculture realizzate con i loro coloratissimi palloncini (cagnolini, fiori,
coccinelle e lumachine donati ai pazienti e ai loro parenti), gag e favole per
i più piccini, giochi di micromagia e illusionismo… e poi scenette
comiche, spettacolini improvvisati e tutto quanto possa allietare la degenza
in ospedale.
Si riuniscono prevalentemente in associazioni ONLUS (come “Le note del
sorriso”) senza fini di lucro che operano con finalità esclusivamente
sociali e umanitarie, attraverso l’istituzione e l’organizzazione
della figura del “Volontario-Clown” (prima volontari, appunto, e
poi clown) che svolge servizi presso i vari reparti di ospedali, case di cura,
ambulatori medici, case di riposo per anziani, comunità di disabili, comunità di
bambini, pellegrinaggi; ecc.
E infatti questi claun oramai da tanti anni visitano le pediatrie e i reparti
ospedalieri di varie città, nelle quali sono poi organizzati in veri e
propri gruppi o associazioni i cui nomi evocano il loro spirito claunesco che
li guida.
I claun hanno l’obiettivo di diffondere il pensiero positivo, la speranza,
la gioia e l’amore per il prossimo: ogni fine settimana, perciò,
un camice variopinto e un naso rosso testimonia l’impegno di chi visita
i degenti delle strutture sanitarie, a partire ovviamente dalle pediatrie, luogo
d’azione privilegiato di questi volontari. |
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L’associazione
ONLUS “Le note del sorriso” pratica
la clownterapia nell’hinterland milanese e nelle strutture
sanitarie della Lombardia.
L’associazione ONLUS “Le note del sorriso" partecipa
alle iniziative di Margherito
“I pagliacci del cuore”
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