5
dicembre 2004, claun escamillo
Como, cinquedicembreduemilaquattro.
GIORNATA MONDIALE MALATTIE MENTALI
Compagni di avventura: Comizio, Polenta, Pastina, Mattonello,
Esca-io.
La suoneria non è di quelle polifoniche, che quando
ti chiamano, al posto del classico "drin drin", ti
parte l'ultimo brano re-mixato dei non-so-chi in dolby surround..
(o
che quando parte un pezzo alla radio oramai controlli sempre
il cellulare con il dubbio che ti stanno cercano...).. ma quando
chiama Comizio, stranamente alle nove in punto, nell'auto ci
guardiamo tutti...
- "è arrivato, è gia' a como- ci dice pastina
che è al telefono con lui".
- "Allora digli di andare in via vittorio emanuele al
112"
- "Gliel'ho gia' detto ,ma dice che il 112 non esiste".
Dubbio atroce.. che fosse il 12? Lo mandiamo al 12.
Quando arriviamo, mezz'ora dopo un intricato cammino tra i labirinti
lariani, siamo perfettamente in via vittorio emanuele 112. Che
esiste.
Solo allora Pastina ci spiega che per svegliare Comizio al
mattino, lo ha dovuto chiamare ogni 5 minuti.. e lui, puntuale,
ogni 5 minuti le spegneva il cell in faccia.
Solo all'incontro con Comizio, che scarpinava da oltre un'ora
(dal 12 al 112, non solo cento numeri ma un paio di chilometri
circa),lui ci spiega che ogni volta che sentiva squillare il
cell, lo spegneva credendo che fosse la sveglia. Bene,
ora sì che vi riconosco tutti, di corsa andiamo a
cambiarci.
La piazza è incantevole, quasi medioevale, nel pieno centro
di como. Una chiesa dalla facciata romanica fa da sfondo ad
un'accoglienza squisita. E' quella che ci regala l'associazione
che ha organizzato il tutto: gente simpatica, con
tanta voglia di fare, che si dedica agli ammalati.
Nemmeno il tempo di iniziare e mi accorgo che siamo tutti già sparpagliati,
la piazza è nostra, non ci sfugge nessuno. Mi piace
come inizio di chi inizia. Già, perche' per tre di noi è il
debutto, ma credetemi che non si nota.
I timori, le paure, i classici "e mo' che faccio per 5 ore" svaniscono
improvvisamente. I bimbi ci chiamano, si creano cappannelli di
gente festosa, c'e' chi va a chiamare i nipotini e chi fa segno
di guardare in alto, dove una bimba ammalata da una finestra
lontana ci saluta con la mano, mentre consegno a sua nonna
il palloncino per lei.
Matilde, una donna ammalata, non vuole un palloncino, ma un naso
rosso. Sfortunatamente non ce l'abbiamo, rimediamo col Marghecalndario
che la fa felice.
Gli ammalati per i quali facciamo animazione, ammalati "di
mente" vivono con noi, assieme a noi, ma
sono spesso trascurati solo perche' hanno un modo di pensare
che è diverso, che dà fastidio, che non comprendiamo..
molti non sono autosufficienti..
Sono contento che, anche solo per un giorno, ci abbiamo messo
del nostro per aiutarli.
Un botto pauroso mi riporta alla realta'.. è un rumore
forte, sordo, improvviso..
Comizio ha scoppiato niente meno che un punch-ball, tutti i piccioni
della piazza si sono trasferiti a Venezia.
Alla fine, come al solito, siamo stanchi ma felici.
E poi giu', per mezz'ora, torniamo in quell'intricato labrinto
lariano a tentare di capire dove Comizio al mattino avesse
parcheggiato l'auto (pare fosse in una strada in salita).
Sono contento, siamo un bel gruppo. Alla prossima, nasi rossi.
Escamillo
